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Danse sacrée et Danse profane (Claude Debussy)

Data

1904

Testo

1. Danse sacrée – 2. Danse profane

rappresentazione di Pelléas et Mélisande. Esse nascono da una commissione della ditta Pleyel, il cui direttore Gustave Lyon (al quale l’opera è dedicata) aveva brevettato un’arpa cromatica senza pedali e dotata di due ordini di corde che includevano all’origine tutte le note. Con questo strumento Pleyel intendeva fare concorrenza all’arpa diatonica a pedali di cui Érard deteneva il monopolio. Il suo successo fu tuttavia effimero a causa delle difficoltà di accordatura che esso poneva. La partitura di Debussy, pezzo di concorso della classe di arpa cromatica del Conservatorio di Bruxelles nel 1904, può fortunatamente essere eseguita sull’arpa a pedali. La sua scrittura, dal sottile arcaismo e dalle tessiture chiare, non manca di evocare altri lavori anticheggianti di Debussy (le Danseuses de Delphes, la musica si scena per le Chansons de Bilitis o la Tarentelle styrienne). L’arpa è qui lo strumento solista, mentre gli archi intessono uno scrigno dalle sonorità trasparenti: nella partitura Debussy menziona esplicitamente l’“accompagnamento di orchestra di strumenti ad arco”. La Danse sacrée ha l’andamento di una sarabanda e utilizza un tema della Danse du voile del portoghese Francisco de Lacerda, vincitore nel 1904 di un concorso di composizione organizzato da “Le Figaro”, nel quale Debussy era stato uno dei giurati. La Danse profane è un valzer pieno di fascino, che volteggia indolentemente. I due brani sono stati eseguiti per la prima volta in pubblico il 6 novembre 1904 da Lucille Wurmser-Delcourt, con Édouard Colonne a dirigere gli archi della propria orchestra. Il lavoro viene spesso eseguito con il solo accompagnamento di un quartetto d’archi.