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PAISIELLO, Giovanni (1740-1816)

Giunto a Napoli nel 1754 per completarvi gli studi musicali, Paisiello si trasferisce definitivamente in questa città dove scopre un rivale nella figura di Piccinni. La trionfale rappresentazione di varie opere buffe gli apre nel 1767 le porte del Teatro reale e, con esse, quelle del riconoscimento internazionale. Nel 1776 viene assunto come maestro di cappella alla corte di Russia. Durante questo soggiorno il compositore scrive in particolare Il barbiere di Siviglia, che consolida definitivamente la sua fama. In occasione del suo ritorno a Napoli nel 1785, il re Ferdinando IV gli offre la direzione della Cappella reale e gli concede una somma annua in cambio della quale Paisiello s’impegna a comporre per il teatro San Carlo un’opera seria all’anno. Nel 1801 Bonaparte, grande ammiratore della Musica funebre composta sull’occasione della morte del fu Generale Hoche (1797), tratta con il re di Napoli l’assunzione di Paisiello a Parigi. Nominato direttore della Chapelle musicale des Tuileries, il compositore scrive in particolare una messa destinata alle cerimonie per l’incoronazione imperiale. Ma di propria iniziativa (e in seguito al fiasco della sua Proserpine sulle scene dell’Opéra) Paisiello fa ritorno a Napoli fin dal 1804, senza tuttavia interrompere i rapporti con Napoleone. Questa vicinanza al regime imperiale lo fa cadere in grave disgrazia al ritorno dei Borbone nel 1815. Formatosi nella tradizione dell’opera napoletana, Paisiello appare nondimeno – per la cura delle sue ingegnose orchestrazioni e per l’inventiva melodica – come un antesignano del movimento romantico.