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JONCIÈRES, Victorin (1839-1903)

Félix-Ludger Rossignol, detto Victorin Joncières [o de Joncières] inizia la propria educazione artistica prendendo lezioni di pittura nell’atelier di Picot. Solo in un secondo tempo entra al Conservatorio per studiare armonia con Elwart e successivamente contrappunto e fuga con Le Borne. Il giovane abbandona anzitempo la classe a causa di un presunto alterco con il docente a proposito di Richard Wagner, le cui teorie avanguardiste difenderà per numerosi anni. Joncières intraprende la carriera di compositore alla fine degli anni Cinquanta dell’Ottocento, in particolare con una musica di scena per Amleto di Shakespeare, quindi con una prima opera, Sardanapale, rappresentata nel 1867. Le Dernier Jour de Pompéi, dato al Théâtre-Lyrique nel 1869, non ottiene il favore né del pubblico né della critica. In particolare i giornalisti rimproverano all’autore un impiego troppo rudimentale dell’orchestra. Ragion per cui Joncières sperimenta nella successiva Symphonie romantique nuove sonorità strumentali che trionferanno appieno in occasione del clamoroso successo di Dimitri nel 1876. Tuttavia la sua gloria si appanna, probabilmente a causa di un’esecuzione troppo approssimativa, con La Reine Berthe (Opéra, 1878) e poi con il mezzo fiasco de Le Chevalier Jean(Opéra-Comique, 1883). L’artista, che non si riprenderà più da quell’episodio difficile, si ritira dalle scene ufficiali dopo un ultimo dramma lirico, Lancelot (Opéra, 1900). In parallelo all’attività di compositore, Joncières ha espresso le proprie opinioni in veste di critico musicale de “La Liberté” (tra il 1871 e il 1900), sostenendo in particolare amici quali César Franck ed Emmanuel Chabrier.