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Gli italiani a Parigi da Luigi XVI a Napoleone

Presenti a Parigi fin dal regno di Luigi XVI, i compositori italiani sono sulle scene dell’Opéra tra quelli più all’avanguardia del loro tempo: appunto a loro il nascente romanticismo deve gran parte della propria personalità. La generazione di Piccinni e Sacchini introduce in Francia lo stile internazionale dell’epoca, che Salieri trascende con effetti orchestrali ignoti, accenti decisamente patetici e una drammaturgia che impressionerà il giovane Berlioz. Di lì a pochi anni Spontini ideerà spettacoli adatti ai grandi momenti dell’Impero e al gusto dominante per il monumentale e il fastoso. Nello stesso periodo Cherubini conosce la gloria ben oltre le frontiere francesi e sarà uno dei modelli del giovane Beethoven. Eppure l’avventura degli italiani in Francia rimane piena di paradossi; infatti le loro opere francesi sono innanzitutto musica parigina e sembra proprio che i compositori abbiano deliberatamente dimenticato la propria maniera italiana molto più di quanto non abbiano voluto piegare il genere francese alle loro usuali tecniche di scrittura.