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La Scuola franckiana

In parallelo all’attività di Saint-Saëns, Fauré o Debussy, la “Scuola franckiana” occupò un posto di rilievo nella scena musicale francofona. Essa riuniva gli ex allievi di César Franck al Conservatorio, tra il 1872 e la sua morte nel 1880: Bréville, Chausson, Duparc, d’Indy, Lazzari, Lekeu, Ropartz, Tournemire, Vierne, per citare solo i principali. Fino alla vigilia della Seconda Guerra mondiale essi esplorarono, in particolare, la via di una musica strumentale esigente, diventando gli attori del rinnovamento della musica da concerto in Francia (la Société nationale de musique ne fu il luogo emblematico). Ispirandosi alla Sinfonia o alla Sonata per violino del loro maestro, i franckiani – tutti fondamentalmente wagneriani – costruirono solide architetture, fecero uso di un’armonia ricca, spesso e volentieri cromatica, ricorsero al procedimento “ciclico” consistente nel ritorno periodico di un tema. Con uno zelo che rasentò il dogmatismo, d’Indy predicò la “buona novella”, fondando in particolare la Schola cantorum, i cui studenti raccolsero l’indiretto retaggio dello spirito di Franck.